visioni
io non so perché

uno debba passare un’ora e mezza di una serata qualsiasi della sua vita a capire come si cattura un’immagine da dvd su mac (senza acquisto di software, non sia mai).
però subodoro che il mio blog, in maniera confusa, lo sappia.
vampiros en la habana!
la fotografia
sembra spuntare sempre più spesso tra i materiali e detriti del lavorio subacqueo da cui ogni tanto vien fuori questo weblog. (e la cosa non mi stupisce affatto.) in questi giorni ho letto molto volentieri un post di heavy little objects sulla polaroid sx-70, che ho immediatamente desiderato (mi frena un po’ la questione della reperibilità della pellicola in italia) e mi ha portato via (o regalato, non so) un po’ di tempo il sito della national library of scotland pencils of light, dedicato al primo club di fotografico del mondo, l’edinburgh calotype club, che utilizzava la pionieristica tecnica fotografica diwilliam henry fox talbot. pare che la calotipia non si sia imposta, nel confronto con il dagherrotipo, perché talbot volle proteggere con brevetto la propria invenzione. in realtà questo procedimento dava anche immagini meno definite, a fronte del vantaggio di permettere più copie (riproduzione a contatto) dell’immagine originale.
ahi, la luccicanza
ieri ho fatto un saltino sulla sedia vedendo che acoolsha apre un post su shining citando instant karma di john lennon.
infatti quel pezzo lo trovo tuttora inquietante proprio perché mi capitò di ascoltarlo (stava sulla compilation apparsa poco dopo la mai troppo rimpianta dipartita di jl) appena prima di uscire, andare al cinema e vedere shining.
Il film mi fece così paura che da allora il ritornello citato, we all shine on, ahimè, ha perso tutto quel che poteva avere di solare. e da allora, se penso alla canzone penso un po’ al film, e spesso anche viceversa.
hey, cale-lovers
(sì, proprio voi.) c’è da sentire i keep a close watch fatta dai mercury rev in questo post a proposito di jc, sul bel blog di cover copy, right?
nullo film sine link
visto qualche film della rassegna di cannes a milano:
à vot’ bon coeur di paul vecchiali,
<a href="http://www.midnighteye.com/reviews/tasteoftea.shtml”target=”_blank”>the taste of tea di katsuhito ishii,
ano tonneru di kunitoshi manda,
e soprattutto old boy di park chan-wook.
che seccatura,
mi pare che raisat abbia interrotto la programmazione di mezzanotte di arsenio lupin (ho fatto in tempo a rivederne solo una puntata).
non mi ricordavo l’incredibile grafica della sigla: la silhouette nera di una coppia anni 20 che balla sullo sfondo di spirali colorate. uno stile mai più imitato (ehm, per fortuna) e che, si potrebbe battezzare con un nome altrettanto brutto, tipo.. psichedéco.
avevo intenzione di farne una foto a futura memoria, ma mentre io ronfavo a transacqua tra mucche e polli la serie è scomparsa.
aggiornamento, 28.06.04: yamato video comincia la pubblicazione della serie in dvd con doppio audio.
aggiornamento, 23.07.04: e va bene, me ne sono procurato uno, per la scienza. solo uno.


grafica giapponese
poche immagini sul sito della mostra a palazzo reale (bisogna aprire i pdf degli itinerari per ragazzi).

molte cartoline art nouveau e art deco dalla collezione lauder del museum of fine arts di boston (via foreword)

nuova tendenza tra gli sceneggiatori del cinema italiano
si scrive una commedia lieve tinta di toni fiabeschi e alla fine si fa morire per cause casuali uno dei protagonisti: dopo agata e la tempesta di soldini, ecco dopo mezzanotte di ferrario (accidenti, mi ha rovinato la sorpresa del museo del cinema della mole, che non ho ancora visto – o per meglio dire, a questo punto, dove non sono ancora stata).
se qualcuno avesse voglia di approfondire il discorso sulle convenzioni di genere e la loro contravvenzione… (io mica tanto, oggi).