scaffali: lisbeth zwerger

zwerger1• christian morgenstern, il grande lalulà, trad. di federica pierini, edizioni c’era una volta…, pordenone 1992.
• e.t.a. hoffmann, il bimbo misterioso, trad. di federica pierini, edizioni c’era una volta…, pordenone 1994.
• fratelli grimm, hansel e gretel, trad. di albarosa catelan, edizioni c’era una volta…, pordenone 1995.

update 2008-2009, con i libri nord-sud (ora marchio salani):
l’arca di noè
• andersen, le fiabe più belle
• baum, il meraviglioso mago di oz
• dickens, un canto di natale
• grimm, il pifferaio di hamelin
• hoffmann, lo schiaccianoci
• l’alice, come si è detto, per qualche motivo ce l’ho in inglese, boh.

riguardando il librino di morgenstern ho ritrovato questa pagina dei canti patibolari. un simpatico precedente (1905) della famigerata installazione di cattelan a milano (io personalmente trovo più disturbanti i piccoli impiccati di morgenstern. sul progetto gutenberg il testo originale, invidio chi sa il tedesco).

scaffali: alice

ero partita da arthur rackham, e lì sono tornata, dopo aver girato un po’ in rete a vedere altre illustrazioni di alice. nulla di meglio, secondo me (accanto, alice corta; qui alice lunga). dunque lo scaffale rimane maneggevole, addirittura portatile.
nel paese delle meraviglie di lewis carroll con acquerelli di arturo rackham, fatto italiano da emma g. cagli, istituto italiano di arti grafiche, bergamo s.d. [1908]
the annotated alice: the definitive edition. alice’s adventures in wonderland & through the looking glass di lewis carroll con illustrazioni di john tenniel, introduzione e note di martin gardner, w.w. norton & c., new york-london 2000.
in più, mistero: io son sicura di avere l’edizione illustrata da lisbeth zwerger, ma non lo trovo. la mancanza di una funzione «cerca» in casa è disdicevole. il software del mio cervello dà segni di cedimento, ne vorrei uno apposito.

segnalibro per un sito dedicato agli illustratori del primo novecento e per un più vasto catalogo degli illustratori di alice presenti in rete, nonché per un facsimile del manoscritto di alice’s adventures underground, 1864 (è conservato alla british library).

sullo stesso sito, della lewis carroll society, c’è una pagina divertente di link su carroll nella pop culture. altro sito sullo stesso argomento qui (c’è anche il bruco che suona la chitarra in una pubblicità della fender del 75).[outdated link}
a questo proposito è da segnalare che purtroppo grace slick vende quadri e stampe suoi ispirati ad alice. io ero perfettamente soddisfatta di sentirla e risentirla cantare trionfalmente feed your head, però trovo interessante che il suo ghiro giochi con le lettere dell’alfabeto.

sulle traduzioni italiane di alice, cose serie su intralinea.

ah, la mia migliore amica ha sposato un matematico di cognome carroll e la figlia l’hanno chiamata.. sì sì, proprio alice.

aggiornamento: trovato.
• lewis carroll, alice in wonderland, illustrated by lisbeth zwerger, north-south books, london-new york 1999.

ulteriore aggiornamento (2005):
• lewis carroll, alice nel paese delle meraviglie, traduzione di aldo busi, testo originale a fronte, feltrinelli 1993 (2004)

ennesimo aggiornamento (c’è stata una recrudescenza all’inizio del nuovo decennio):
• lewis carroll, alice, edizione annotata da martin gardner, traduzione e cura di masolino d’amico, illustrazioni originali di john tenniel, rizzoli (bur-extra) 2010
• bryan talbot, alice in sunderland, jonathan cape 2007
the complete alice & the hunting of the snark by lewis carroll, illustrated by ralph steadman, jonathan cape 1986

 

pinocchio e il giardino segreto

pinocchio-serpenteattraverso untitled sono arrivata a questo post di caracaterina, ben contenta di trovare qualcun’altra colpita in tenera età dal serpente di pinocchio. il mio era questo qui, dell’edizione salani con le illustrazioni di luigi e m. augusta cavalieri, 1924 (il volume arrivato da mia madre è del 36), e quand’ero piccola mi spaventava proprio: avevo un po’ paura ad arrivare a quella pagina.
altra coincidenza è che il post sui segreti di caracaterina prende spunto dal giardino segreto di frances hodgson burnett, che ho cominciato a leggere la settimana scorsa proprio per trovare risposta alla domanda: «ma il libro era brutto?»
io, leggendolo per la prima volta (almeno credo, ma avevo in mente uno sceneggiato) direi di no…
l’alibi per fare letture del genere oggidì sarebbe di farle in inglese. giusto prima del giardino segreto c’è stato coraline di neil gaiman, e adesso vagabondo in un guazzabuglio tra i due libri come fosse un film di tim burton. e forse ne risulta che ai bambini piacciono i segreti – scoprire quelli dei grandi, di cui non vedono gli aspetti dolorosi e vergognosi ma che ribaltano in avventura. e tenerne qualcuno per sé, del tipo «buono»: qualcosa che sembra avere più valore se non si sa in giro, magari solo nell’attesa della persona giusta a cui raccontarlo.

john berger sulla scrittura

«quando scrivo non lo faccio dietro una qualche decisione, ma come subendo un obbligo. … mi rendo conto che sia quando provo a disegnare, sia a scrivere una poesia o un film, c’è sempre al fondo un desiderio di riparare qualcosa che rischierebbe di andare, altrimenti, perduto. … se cerco di capire da dove viene l’energia che mi muove, mi sembra che a motivarmi sia sempre una istanza di ricostruzione: come se avessi davanti un vaso rotto e provassi a rincollarlo. certo non lo riporterò alla condizione originaria, ma almeno sarà aggiustato.»
(dall’intervista di f. borrelli, alias, 23.05.04)

ancora scialoja (un mistero)

dunque, è da ieri sera che (oltre a pasticciare con i fogli stile css, ma questa è un’altra storia) veleggio tra le poesie di scialoja, che sono una meraviglia, e oggi uscendo mi sono portata dietro il libro.
ecco, appunto, il libro. in libreria ho trovato il volume del 2002 di cui sotto, ma sfogliandolo non ho rintracciato date anteriori al 79. vorrà dire che le prime raccolte pubblicavano poesie più vecchie, ho pensato.
oggi guardo meglio su alice, e vedo che in commercio risulta una seconda edizione del libro, datata 2004 (stesso numero di pagine, stesso prezzo), ma che s’intitola: poesie 1979-1998. O bella, si diceva una volta.

intanto, visto che questa settimana si è parlato di felini:

adoro il profilo dei gatti
solo il ciottolo è più espressivo
questa volta se torno vivo
non voglio più scendere a patti.

toti scialoja

come pittore non era mai entrato a far parte dei miei «inventari». che invece sono costantemente punteggiati dai suoi versi geniali di quando la talpa vuol ballare il tango (mondadori 1997), da che il furbo px me lo regalò qualche anno fa. lì erano riuniti nonsense e poesie sugli animali, tra cui la mia preferita:

calma la talpa sotto il chiar di luna
palpa le sue patate ad una ad una.

(altre filastrocche su tecalibri, qui e qui, nonché su polyhymnion, qui).

sarebbe ora, direi, di metterci in casa anche il volume di garzanti che raccoglie le poesie 1961-1998 (scialoja è morto nel 98).
il libro è uscito nel 2002, ma solo ora me ne sono accorta, io.

scaffali: cucina

indispensabile: grande enciclopedia illustrata della gastronomia, a cura di marco guarnaschelli gotti, selezione dal reader’s digest, milano 1990
pratico: elena spagnol, in cucina. come mangiare d’ora in poi, salani, milano 2002 §
classico: pellegrino artusi, l’arte di mangiar bene, giunti, firenze 1991
imbattibile: colin spencer’s vegetable book, conran octopus, londra 1995
salubre: claude ed emmanuelle aubert, il grande manuale della cucina naturale, red, como 1992
sfizioso: elizabeth lambert ortiz, the encyclopedia of herbs, spices and flavourings, dorling kindersley, londra 1992
romanzato: john lanchester, gola, tea, milano 1997
irritante: allan bay, cuochi si diventa, feltrinelli, milano 2003
risolutivo: osterie d’italia, slow food, bra (forse) 2002

§ questo volume è la summa; nello scaffale ci sono anche altri libri di es – tra cui l’ormai bisunto cucina istantanea per donne che hanno altro da fare, acquistato al libraccio da px agli esordi della sua breve vita domestica da scapolo. in tutti la scrittura brillante compensa l’esecrando (ab)uso della panna nelle ricette.

27.04.04: oggi ho aggiunto allo scaffale alla ricerca dei cibi perduti di luigi veronelli, nella riedizione di deriveapprodi (roma 2004).

22.06.04: francesco gungui, io ho fame adesso! come sopravvivere a un frigorifero deserto, guido tommasi editore, milano 2004. goliardico e irrituale, la cosa più vicina a un blog che un libro di cucina possa diventare. anche questo occhieggiava dal banco gastronomico della libreria del tci.