la mostra di munari

Dadi_sfericiè un’ottima scusa per andare alla rotonda della besana, se ne servisse una.
si possono vedere le sculture da viaggio, le macchine inutili, gli orologi, un sacco di cose, un po’ tutte quelle di codice ovvio e qualcuna in più (le stoffe, le pubblicità).
epifania di memorie infantili quando ho visto esposto cappuccetto verde.
ansia di possesso: sono tornata a casa i tomi più esaurienti che c’erano, ovvero la summa del lavoro editoriale di m. munari i libri e la raccolta di rodari con disegni di m. i cinque libri (ovviamente non l’edizione dei millenni, quella tascabile).
e questi dadi sferici, che non credo c’entrino con m. ma sono bellissimi. non era in vendita la scimmia zizi, che pure, a giudicare da un pacchetto esposto, è stata prodotta di nuovo quest’anno.

una settimana fa ero a ferrara

alfestival di internazionale: dopo l’emozione del primo nebbione della stagione (alle nove e mezzo di mattina all’altezza di altedo), ho potuto aggirarmi senza calze per il centro, sedere per terra a sentire gipi, vedere le foto di zizola, annusare il deserto del primo pomeriggio sulle mura (i ferraresi non escono il primo pomeriggio, poi però vengono fuori per fare shopping), fare una coda da concerto rock per l’incontro con le scrittrici, tagliare il traguardo della cena col soufflè di zucca e la salama da sugo.
oggi invece lavatrici, mercato, un po’ di sonno. un po’ più freschino.