odio accettabile

sul guardian del 4 novembre george monbiot spiega perché secondo lui il razzismo verso gli zingari è ancora così diffuso e socialmente accettato: una specie di atavica invidia della civiltà stanziale verso quella nomade. lo segnalo non solo perché un articolo di monbiot alla settimana è una lettura veramente salutare, ma perché dei gitani in Inghilterra e del contrasto città-nomadismo leggevo proprio ieri nel libro di roggero (e, guarda un po’, se ne parla anche in vicini e gatti sui tetti di londra).

salomone, babylon e i gatti

sono a metà del libro di alex roggero il treno per babylon, che mi pare proprio bello. Certo, sono un lettore ben disposto: un libro su londra, londra etnica, e soprattutto sulla metropolitana di londra… mi ha ricordato che all’inizio di quest’anno avevo letto il tappeto di re salomone di barbara vine ovvero ruth rendell, un libro freddo quanto babylon è caldo, ma che esprime analoghe fissazioni… metropolitane.
andando indietro, però, direi che il mio primo libro su londra è senza dubbio vicini e gatti sui tetti di londra di margaret dunnett, edizioni città nuova 1971, con illustrazioni di maurice bartlett. l’originale era the people next door, andré deutsch 1965.
La mia curiosità su questa scrittrice inglese di libri per ragazzi è rimasta alquanto inappagata: non ho trovato informazioni (date: 1909-1977, courtesy of the british library), solo alcuni altri titoli.
has anyone seen emmy?, andré deutsch 1968
max-a-million, andré deutsch 1972, ill. di jill gardiner
the gypsy’s grand-daughter, andré deutsch 1970, carousel 1972
the boy who saw emmy, andré deutsch 1973
my mother said, ill. di adrien bailey (sarà suo?)
ladies and gentlemen, andré deutsch 1976, storia di ambiente vittoriano
no pets allowed and other animal stories, ill. di Peter Rush, andré deutsch 1981.
volendo, alcuni si potrebbero comprare usati su alibris per un pugno di dollari.

mystic river

Su internet movie database c’è una discussione molto partecipata sull’interpretazione dei temi morali del film. eastwood inquieta ancora una volta con i suoi personaggi dolenti, ambigui, irrisolti. come ampiezza di respiro il film ricorda un po’ summer of sam di spike lee, ma risulta ancora più tragico perché meno legato al ritratto di un’epoca.

mi è nato un io narrante

dalla sera alla mattina. nel senso che a scrivere il blog è proprio un’altra persona. si dimostra per l’ennesima volta vero che è il linguaggio a parlare noi e non viceversa, come sa benissimo chi parla una lingua straniera (finisci per dire e pensare cose un po’ diverse a seconda di che lingua usi). e qui mi fermo perché suppongo ci sia (e se non c’è dovrebbe esserci) una regola che proibisce di parlare di semiotica in un blog.

video, musica

l’incredulità è la reazione principale all’esistenza di mtv brand:new. lo scrivo qui, così se dovesse sparire da tutti i satelliti, saprei che è esistito un canale di videomusica guardabile, con una rotation che non ti stufa anche se smarrisci il telecomando per un po’, qualche opportuno pezzo vecchiotto e ben riconoscibile, concerti – insomma, l’equivalente di una buona radio. La radio rimane sempre meglio di qualsiasi tv (non solo per la musica), ma ogni tanto è carino anche vedere, che so, i mattoncini del lego dei white stripes o gli occhi vispi dei subsonica. insomma, non solo mtv brand:new è la cosa migliore di sky (i canali di cinema sono peggio di quelli di tele+, e, orrore, c’è la pubblicità – come mai non ci sono rivolte di popolo fra gli abbonati?), ma quasiquasi si torna a vedere i video musicali con il divertimento di quando, vent’anni fa, li proponeva a tarda notte un signore vestito di bianco.

type weblogs

(hai voglia a cercare un titolo in italiano per questo post.)
Mi sono ricordata che il primo blog che ho mai letto – anche con maniacale assiduità, a tratti – era lines and splines di andy crewdson, tutto su grafica editoriale e caratteri da stampa, bellissimo. andando a cercarlo ho scoperto che non c’è più da maggio 2002. ac ha un altro sito, new series, ma non viene aggiornato da tempo. da snog blog deduco che non sono l’unica a sentirne la mancanza.

non-update: What the hell happened to Andy Crewdson?

cappottiglia

acuta definizione di px per la variegata stratificazione di soprabiti et similia con cui invado l’appartamento nella stagione fredda (vedi sotto). quelli a cui sono più affezionata sono quelli recuperati o di seconda mano.