un po’ più recenti.
un mazzo piccolino (32×45 mm), passato di madre in figlia.
un po’ più recenti.
un mazzo piccolino (32×45 mm), passato di madre in figlia.
carte da gioco con il libro come seme, 1588 (via giornale nuovo)
non potrà essere definito «middle-aged fat guy» (almeno finché non ingrassa).
vedo oggi che ha un blog dal sottotitolo «a quiet and uninteresting life», dove apprendiamo che ama il macintosh e le canzoni sulla pioggia. non creda di sorprendermi, ché discograficamente ho perso le sue tracce dopo black sheets of rain.
e grant hart? (secondo me dovrebbe essere anche meglio, un blog di grant hart.)
«frank black is just a middle-aged fat guy now. he’s like an indie stevie nicks.» (da the letters of gary benchley, rock star, in the morning news)
You are the 1908 Metropolitan Map! One of the first full maps of the underground, you are a pioneer. You are a realist and geographically accurate, with places of interest. Sit down and have a cup of tea, love.
Which London Underground Map Are You?
brought to you by Quizilla
(rodcorp‘s fault)
aka l’esercito delle dodici scimmie, rivisto in tv con grande commozione e ingenti quantità di gelato a titolo di compensazione, venerdì sera.

la sceneggiatura originale (c’è anche su dailyscript).
bucephalus, comprehensive guide to 12 monkeys.
un sito sui viaggi temporali nel cinema.
dreams, la fanzine di terry gilliam.
su la jetée di chris marker, un articolo di jean-louis schefer tradotto in inglese, un articolo dalla rivista online senses of cinema e un curioso contributo sonoro (devo ancora ascoltarlo).
non dispero di trovare qualche link in italiano. ma forse non oggi…
aggiornamento: il dossier di cinemah (1997).
non stiamo parlando di un modello sociale alternativo a quello familiare, bensì di una di quelle tonte domande-test a che girano su internet e a cui ognuno dà una risposta personale, svelando così qualcosa di sé. buffe, rivelatrici, inutili, definitele come volete, basta che non le chiamate meme (già è difficile capire cos’è un meme, non complicatemi la vita con cose che non c’entrano).
io le snobbavo come le catene di sant’antonio, ma l’istruzione «attiva la funzione random dell’ipod e scrivi i primi 15 titoli» un po’ mi diverte perché è una cosa che viene spontaneo fare – e io l’avevo già fatta prima di entrare in contatto con la catena. poiché non si butta via niente, eccola qui: una lista di qualche settimana o mese fa, dunque a suo modo d’epoca (come molta musica all’interno dell’ipod stesso e gran parte del contenuto di questo sito, del resto).
e mi sono divertita molto a leggere l’articolo in cui giacomo borella critica le mostre un po’ modaiole e fintamente sociologiche sugli sviluppi attuali e futuri di città e territorio: entusiasmi postmoderni per la brianza felix.
cose interessanti anche su teoria e pratica dell’illustrazione, ma non sono online.
rion e itchyrobot.
adesso però voglio una found type gallery greca, come minimo.
having read about le ventre de paris yesterday at chocolate&zucchini, and having talked about film images of paris in a post of mine the day before, i thought i'd share a few 1960's images of les halles. left, a frame (or set picture?) from one of my favourite paris-american comedies, irma la douce, next to a street scene from the neighbourhood (that's from maurice rué, paris des poètes, hachette 1965). and, there's an online exhibit about the film's set designer, alexandre trauner, here (i didn't know he designed subway too). below, click on the thumbnails for pictures scanned from qui parigi, touring club italiano, 1968 (sky views by alain perceval, photographs by giancarlo botti and monique valentin).
only at the end of 2003, the last time i've been to paris (where i've bought the gorgeous dress i'm wearing now, but i won't digress further), did i vist the interior of saint-eustache. i had been reading john berger's the shape of a pocket (sacche di resistenza, giano editore, varese 2003), and wanted to see raymond mason's sculpture: fruit and vegetables leaving paris, february 28, 1969. you can see it below, on a postcard bought on site and in a detail distorted by my husband's wicked eye.
of course i wanted to end on a catastrophic note showing something from ferreri's movie non toccare la donna bianca, shot in the canyon-like excavations made after the demolition of the old pavilions, but i couldn't find pictures online – i will have to search the books. update, 14.06.04: tournage di ferreri e altre immagini cinematografiche delle halles sul sito dedicato ai progetti di riqualificazione (finalmente) dell’area. update, 3.06.04: aggiungo qualche immagine dal dvd della mgm di irma la dolce.
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