stasys eidrigevicius

Stasyschicagostava lì, in tutte queste gallerie online sulla grafica polacca (nonostante sia lituano), stava lì in silenzio e io non lo sapevo. fino a ieri. rivelazione, e un improvviso intenso desiderio di partire per varsavia: dico, ci sono posti sulla terra dove i manifesti dei film negli anni ottanta erano così (stasys, wish you were here di david leland) o così (andrzej pagowski, after hours). ma che differenza antropologica c’è tra noi e i polacchi? siamo poi sicuri di avere lo stesso dna? cosa c’è di polacco in me che nonostante kieslowski mi ostinavo a negare?
(insomma, la solita domanda che uno comunque si fa e si farebbe ovunque si trovasse – cosa ci faccio qui?)

galleria di opere originali su stasys on the net.

d come decomposizione, disfacimento

il Giardiniere, dopo le frivolezze di lunedì scorso, continua il suo alfabeto in modo più autunnale che mai. io da parte mia ero già intenzionata a far scivolare prima o poi nel monday bud blogging i fiori dei cimiteri – pare proprio che ce li mettiamo come rappresentazione del ciclo vitale: sono dunque un bellissimo memento mori.

«il giardiniere sa. che non c’è fine al mutare della materia. mi dà conforto sperimentare la forza con cui germina un seme, constatare la voracità di un vermetto grosso meno della metà dell’orlo di una delle mie unghie – e pazienza le foglie. una manciata di terra racchiude una forza spaventosa, un universo.

«la foto di questa settimana è dedicata alla maude del film di hal ashby: a lei sarebbe piaciuta.»

ps non scaricate questa foto senza il permesso del Giardiniere, grazie (do not download this picture without asking permission, thanks)

scoperta del giorno

ho una copia del cd dei body lovers con l’autografo di michael gira.
devo dire che le persone che mi facevano questo regali poi hanno smesso, forse rendendosi conto che non apprezzavo adeguatamente (un classico caso di perle ai porci, si potrebbe definire, non fosse per la copertina). nel 98 in effetti non ero nelle condizioni di ascoltare musica simile. adesso si può fare, e non è una cattiva notizia.

ripasso del giorno

il riordino di ieri sera mi ha lasciato con una pila di cd da valutare a scopo eliminazione (voglio dire, passati gli anni 90, possedere 3 cd degli ash pare non avere più alcun senso), e uno di cui avevo smarrito ogni memoria ma non è affatto male, nonostante la faccia da scemo del cantante, passato una volta di troppo sotto le mani del parrucchiere: trattasi del primo album dei mancuniani marion (1995). non solo questo me lo tengo ma ospiterei volentieri in casa il loro secondo (ed ultimo), come del resto i 2 dischi degli auteurs che non ho (là però c’era un autore, luke haines, che ha un altro spessore).

spot the kitty

Spotthekittyesercizio praticabile mentre, la mattina, vado a prendere il metrò passando accanto a un certo cortile dove abitano tre mici (nutriti dalle gattare del quartiere, schiera di anziane signore – tra le quali presto mi si potrà annoverare, siamo già in amicizia – dedite a tenere sotto controllo la situazione felina locale, in coordinamento con l’ambulatorio veterinario sotto casa).