Antique blog with a sentimental value, from the times when we branched out on the internet armed with anonymousness and our passions, no interest in making it a day job.
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To drown a rose («Il blog più disgustosamente neoromantico mai visto») in tempi di anonimato in rete, esterofilia e manifesti programmatici, questo archivio resta un inventario di cose lette sentite viste pensate che attira insperato traffico da google su argomenti balzani, e che ogni tanto, in modo un po’ horror, tende a rianimarsi.
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Quand’ero piccina mi passò per le mani “Senza famiglia” , probabilmente proprio in edizione Vallardi. Ho un ricordo abbastanza preciso della copertina e in effetti ritrovo qui gli stessi tratti.
Comunque grazie per tutta questa fragile, delicata bellezza che ci regali.
fragilità è la parola… a schiacciarla sullo scanner la carta sembra disintegrarsi. molti sono libri assai usati, comunque ingialliti, con i margini già fragili per l’irregolarità che veniva dall’essere tagliati con il tagliacarte. però erano legature cucite, quindi le pagine stanno ancora insieme, più o meno.
Dimenticavo: grazie anche per Edward Garrett, non ne sapevo nulla. Adoro quel genere di scoperte!
anch’io! (è il classico libro letto e dimenticato, e non avevo idea di chi fosse l’autrice)