Antique blog with a sentimental value, from the times when we branched out on the internet armed with anonymousness and our passions, no interest in making it a day job.
Nato come
To drown a rose («Il blog più disgustosamente neoromantico mai visto») in tempi di anonimato in rete, esterofilia e manifesti programmatici, questo archivio resta un inventario di cose lette sentite viste pensate che attira insperato traffico da google su argomenti balzani, e che ogni tanto, in modo un po’ horror, tende a rianimarsi.
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Le facevo anche io, su esempio di quelle di uno zio architetto. Dal sito di Ikea si può scaricare un programmino che ti piacerebbe.
vado :o)
e lo facevo anch’io, anzi ancora lo faccio. Che sia una nevrosi che abbiamo in comune ?
ehi, anche il bibliotecario condivide questa passione. e conserva tuttora anche le piantine delle camere d’albergo dove è stato!!! dobbiamo spingerlo farle pubblicare da quelle_night! stasera glielo dico io!!! 😉
ah be’, allora riprendo anch’io, scusate. anche se ho smesso a otto anni (no, per la verità poi ho disegnato piantine delle case che vedevo in sogno – nei periodo più ‘costruttivi’ della mia vita sognavo un sacco di case e città).
Ciò mi ricorda quando dovemmo disegnare la pianta di casa nostra e il compagno di classe B. portò a scuola il disegno di un albero.
Lo so, lo so, sono stanca e alienata. Ho anche fatto la spesa e il banco dei surgelati mi sembrava lunghissimo, di una lunghezza insensata, e il cestello della lavatrice ruota ossessivamente. Perdonatemi.
figurati, io quando mi sento così non riesco neanche ad andarci, a far la spesa…