Antique blog with a sentimental value, from the times when we branched out on the internet armed with anonymousness and our passions, no interest in making it a day job.
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To drown a rose («Il blog più disgustosamente neoromantico mai visto») in tempi di anonimato in rete, esterofilia e manifesti programmatici, questo archivio resta un inventario di cose lette sentite viste pensate che attira insperato traffico da google su argomenti balzani, e che ogni tanto, in modo un po’ horror, tende a rianimarsi.
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Ok, allora ti manderò un’immagine delle (grandi e callose) mani di mio marito, ingegnere con la passione grande grande grande per l’agricoltura e le vecchie tradizioni contadine. Oggi è nel bosco a tagliare legna, le sue mani stanche penso si presteranno al mio obiettivo.
mi fai venire in mente che dovrei fotografare le mani di mio papà (ex insegnante di lettere con la passione della falegnameria).
le mani ci affascinano. è ovvio. stanno al nostro corpo come il nostro corpo sta al mondo. raccontano di noi. c’è chi afferma addirittura di saperle “leggere”: passato, presente e futuro.
ancora: questo mio contributo per “i lunedì di rose” è segretamente dedicato a cadavrexquis: tu ami mani affatto diverse, non è vero!?
a rose: il volume a cui fai riferimento me ne ha fatto tornare in mente un altro, in una “collana per signorinette”, ma di argomento più urban-metropolitano. il titolo era “tre segretarie in gamba” – il bibliotecario potrebbe procurarcene una copia, dico io!. la copertina era da sballo fra collants e macchine per scrivere! mia zia anna disse a mia cugina elena (che allora faceva le medie) – non è che ci sono cose poco adatte? la copertina essendo infatti tanto accattivante per questa donna d’altri luoghi e tempi rispetto ai castigatissimi contenuti!
le tre immagini sono legate anche da questo: le mani ritratte nella prima sono quelle che reggono il pane nella seconda; le mani del tovagliolo – e del mento – nella seconda sono quelle che reggono la cavalletta nella terza. e sono tutte mani di colleghi, sì.