Antique blog with a sentimental value, from the times when we branched out on the internet armed with anonymousness and our passions, no interest in making it a day job.
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To drown a rose («Il blog più disgustosamente neoromantico mai visto») in tempi di anonimato in rete, esterofilia e manifesti programmatici, questo archivio resta un inventario di cose lette sentite viste pensate che attira insperato traffico da google su argomenti balzani, e che ogni tanto, in modo un po’ horror, tende a rianimarsi.
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noooouuuuu!
(e l’ecco ce l’hai?)
non è da escludere.
Io devo avere ancora una scatola di bucaneve da qualche parte…
Io butto via quasi tutto (con i traslochi, poi), ma forse qualche cosa curiosa ce l’ho… Se la ritrovo, la fotografo e te la mando!
sì! fotografiamola così poi la butteremo più volentieri, è ormai il mio motto.
per la cronaca, comunque, a tenere tutto in questo caso è mia madre.
io da un lato lotto ogni giorno col ciarpame; dall’altro sono morbosamente attratta da certi giacimenti e cascami che si accumulano nelle vecchie case – quelle dove c’era spazio, dove conservavi qualsiasi cosa potesse remotamente servire, dal bottone al pentolone.
‘azz ma tiene proprio tutto!
io ero un fan del nesquik, imballo economico, anche se le avessi conservate direi che non sarebbe modernariato 🙂
Ce l’hai ancora una scatola dell’orzoro con la bimba? e qual’è il particolare straziante?
straziante, be’, l’espressione del viso sulla carta un po’ consumata…
(credo che la scatola sia tuttora in montagna dove, presumibilmente, avevo fatto le foto.)