la residenza di corin hewitt al whitney museum si distingue per la piacevole concessione al voyeurismo dello spettatore (si sbircia nell’atelier dell’artista dagli angoli mancanti delle pareti) e perché il cucinare è a pieno titolo una delle tecniche usate.
tengo d’occhio il sito sperando che venga aggiornato con nuove foto man mano che l’artista… produce.
il fotografo rudy burckhardt
è effettivamente parente di jacob burckhardt.
perché il mio consumismo culturale si sia arrestato davanti all’edizione in facsimile di new york, n. why? (foto di rb, molto stilizzate, testi di edwin denby), ancora non me lo spiego.
forse ero ancora appagata dall’acquisto del libro con le immagini dall’archivio di benjamin – recensione. (l’archivio ovviamente è a berlino.)
pointlessly blogging since 2003
questa settimana si concluderà con il veramente poco trendy quinto compleanno di to drown a rose, blog nato su clarence (ahahah, quindi adesso c’è da qualche parte un blog dada con i primitivi post) e trasferitosi all’inizio del 2004 su typepad (che pure è in giro da 5 anni, e funziona sufficientemente bene da aver ottuso e inibito qualsiasi mio apprendimento nel campo del blogging software e/o web publishing – si impara solo quando c’è qualcosa che non va).
cominciamo a rivisitare qualche argomento degli esordi:
whatever happened to andy crewdson?
nuova piccola scorta di immagini di ben shahn (che tra l’altro durante il viaggio a nyc ogni tanto appariva quale nume tutelare e voce critica, notamment su una certa parete del whitney).
per un dollaro

1960
(ha quel particolare odore di carta «americana» che hanno le banconote e l’enciclopedia dei quindici.)
first sniffings

(da leggere: gatti meno idillici)
alfabeto di borse
due classici e il mio libro di halloween
more ny books
come se new york non fosse una visione sufficiente
in una settimana sono andata 3 volte al cinema, c’era il new york film festival.
a vedere, nell’ordine (retroverso nel tempo, crescente di follia):
– la versione restaurata di ashes of time di wong kar wai: si scopre che la proiezione è presso l’erede dello ziegfield theatre (storia), con i suoi velluti rossi, e vi presenzia il regista con christopher doyle e brigitte lin. tiè.
– sulle canzoni sconce giapponesi di oshima, copia 35mm nuova al walter reade theater, lincoln center. olé.
– la versione restaurata di lola montés di ophüls c’era anche al nyff, ma l’abbiamo vista poi al film forum (fanno una tenitura di 20 giorni). abbagliante, supera le scarpe rosse per sfarzo e grottesco.
c’è un articolo sul restauro sull’american cinematographer di settembre, ma non è online.


