sono sempre l’ultima a sapere

apprendo a pranzo da «vivimilano» che comincia oggi la retrospettiva di jarman da me tanto – o almeno un po’ – attesa (arriva dalle iniziative britanniche a roma per il decennale della morte). ovviamente non si trova un programma in rete neanche a pagarlo (non che io sia disposta a pagarlo – ho mai parlato male del sito della cineteca? ho mai parlato male della cineteca? be’, don’t start me).
per decidere se stasera devo imbottirmi di nimesulide e andare a vedere jubilee farò così: metto su la cassetta, e verifico la presenza di reazioni viscerali (alla bruttezza della copia o alla bellezza del film) che mi spingano a uscire. domani alle sette invece vorrei proprio andare a vedere i cortometraggi e procurarmi un PROGRAMMA (ci sarà almeno cartaceo, no?)

per l’occasione ho riesumato e archiviato qui un altro paio delle mie stagionate paginette di cinema: una sommaria chiave di lettura della filmografia di jarman e una recensione di caravaggio. (sono in pdf.)

vampiros en la habana!

vampiros en la habanagiunse venerdì a milano, purtroppo in una brutta videoproiezione, il bellissimo cartone animato vampiresco del cubano juan padrón (già animatore della mafalda di quino). non ho avuto voglia di fermarmi a vedere mas vampiros en la habana e l’incontro col regista, ma forse ho fatto male.

la fotografia

sembra spuntare sempre più spesso tra i materiali e detriti del lavorio subacqueo da cui ogni tanto vien fuori questo weblog. (e la cosa non mi stupisce affatto.) in questi giorni ho letto molto volentieri un post di heavy little objects sulla polaroid sx-70, che ho immediatamente desiderato (mi frena un po’ la questione della reperibilità della pellicola in italia) e mi ha portato via (o regalato, non so) un po’ di tempo il sito della national library of scotland pencils of light, dedicato al primo club di fotografico del mondo, l’edinburgh calotype club, che utilizzava la pionieristica tecnica fotografica diwilliam henry fox talbot. pare che la calotipia non si sia imposta, nel confronto con il dagherrotipo, perché talbot volle proteggere con brevetto la propria invenzione. in realtà questo procedimento dava anche immagini meno definite, a fronte del vantaggio di permettere più copie (riproduzione a contatto) dell’immagine originale.

calotype-greyfriars calotypecaroline_park calotypescott_monument

ahi, la luccicanza

ieri ho fatto un saltino sulla sedia vedendo che acoolsha apre un post su shining citando instant karma di john lennon.
infatti quel pezzo lo trovo tuttora inquietante proprio perché mi capitò di ascoltarlo (stava sulla compilation apparsa poco dopo la mai troppo rimpianta dipartita di jl) appena prima di uscire, andare al cinema e vedere shining.
Il film mi fece così paura che da allora il ritornello citato, we all shine on, ahimè, ha perso tutto quel che poteva avere di solare. e da allora, se penso alla canzone penso un po’ al film, e spesso anche viceversa.

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che seccatura,

mi pare che raisat abbia interrotto la programmazione di mezzanotte di arsenio lupin (ho fatto in tempo a rivederne solo una puntata).
non mi ricordavo l’incredibile grafica della sigla: la silhouette nera di una coppia anni 20 che balla sullo sfondo di spirali colorate. uno stile mai più imitato (ehm, per fortuna) e che, si potrebbe battezzare con un nome altrettanto brutto, tipo.. psichedéco.
avevo intenzione di farne una foto a futura memoria, ma mentre io ronfavo a transacqua tra mucche e polli la serie è scomparsa.

aggiornamento, 28.06.04: yamato video comincia la pubblicazione della serie in dvd con doppio audio.

aggiornamento, 23.07.04: e va bene, me ne sono procurato uno, per la scienza. solo uno.

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