flyposting

dando un’occhiata agli arretrati di the big smoker mi sono imbattuta nella questione del flyposting, ovvero l’affissione abusiva di volantini, oggi perseguita nel regno unito con un accanimento degno di miglior causa. oddio, è vero che anche le grandi aziende lo praticano, e vanno giustamente punite, ma speriamo non si estingua per eccesso di senso civico anche l’estetica del poster o flyer indipendente (dove tra l’altro sulla funzione pubblicitaria prevale quella di dare informazioni su iniziative di piccola scala) e in generale lo stratificarsi tipografico – magari brutto ma comunque interessante – sulla superficie della città.
la bella immagine di flyposting vittoriano viene dal sito del designer nick shinn.

saul bass

immagini carine e link nella segnalazione online del telegraph della mostra al design museum di londra.
non è che in rete ci siano poi tutte queste risorse, per un designer così influente (tra le mille citazioni di bass mi viene in mente, visto che l’altro giorno si parlava di stan ridgway, la grafica dell’album anatomy). c’è saul bass on the web, se piacciono i siti flash.

update – risorsa su dvd: bass on titles.

mi faccio licenziare, o smetto di dormire? (ovvero: a che cosa serve internet)

per la mia bulimica avidità di inventari, archivi, liste, depositi e così via ho trovato un link che si potrebbe definire definitivo (se non stessimo parlando della rete). il sito dello studio grafico di chicago coudal partners ha forse il miglior museum of online museums che io abbia trovato finora. il moom raccoglie nella stessa pagina i link ai musei veri e quelli alle più assurde gallerie online, tutti insieme. certo avrei potuto fare a meno (anche volentieri) della galleria dei gufi di macramé.
mucchi di belle cose anche nella pagina degli archivi, il cui sottotitolo è: non riusciamo proprio a deciderci a buttare via niente. appunto. amo l’illusione che dà la rete di poter trovare un posto per ogni cosa. finché non va via la luce, almeno.
(link via the food section)

oggi mi lucido le unghie

e mando un saluto alla persona arrivata qui da google cercando «protosinaitico», argomento su cui pensavo di non sapere, sinceramente, assolutamente nulla, ma visto che google dà tre risultati e questo sito è il secondo… mi sto ricredendo. ora mi studio a fondo il libro di cui parlavo qui, poi mi proclamo autorità virtuale sull’argomento. in fondo, anche cercando protosinaitic i risultati sono solo 84 – tra i quali mi segno ancientscripts, dove perlomeno si vede com’è fatto, il protosinaitico.
(osservazioni: 1. che bizzarra prospettiva del mondo dà il filtro del motore di ricerca; 2. quanto scibile è e forse rimarrà inesistente in rete – se non c’è richiesta, rimarrà chiuso nei libri almeno fin quando la digitalizzazione delle opere di consultazione non progredirà un po’.)

e già che ci sono, via a esplorare questo sito sul rongorongo.