oggi mi sono addentrata per meandri inesplorati di splinder, soprattutto. via inventario (che c’è da più tempo del mio) e frenetica fannullona: sonetti, giorno cancella giorno, critica dell’interfaccia, foglie di vite.
in rete
«il tuo pensiero è a un passo dall’essere online»
è davvero perfetto come slogan per splinder. è lì a un passo, ma ci arriva solo… «appena possibile».
questo blog ha bisogno di un giardiniere
e l’ha trovato, o meglio, lui ha trovato me* e mi ha mandato due bellissime foto (cliccare sulle miniature per vedere in dettaglio il pallore delle rose e i petali un po’ sfioriti).
mille grazie a sergio – chiunque trovi immagini così in «un paesaccio della brianza» (non lontano, per inciso, dai luoghi in cui io stessa compilo i miei inventari per rimanere a galla) ha già materiale per un weblog, penso.
* via cadavrexquis e totentanz… insomma, siamo quasi un ring di blog dal titolo decadente.
allora c’era, un modo semplice per dirlo
«Quando uno guarda una cosa e la fa vedere pure a te – questo è il blog (o dovrebbe essere).» (io e palmasco)
sei un blogger.non lo sa nessuno. taci e fingi.
gattostanco riprende il suo catalogo di massime e citazioni citabili sul bloggare, questa volta parodiando mirabilmente pessoa.
obsessive link of the day
listology.
ci si trovano liste come:
the best use of cowbells in song, oppure
dead kennedys song titles that would make poor political platforms.
ma la regola dei sei gradi di separazione
varrà anche per i blog?
dopo la recente totale cosificazione di questo weblog, dichiaro iniziata una much needed
COMPUTER-FREE WEEK
LA MIGLIORE DELLE VACANZE! HAVE ONE YOURSELF!
(ma lascio un paio di post sgrammaticati per i prossimi giorni – i’m leaving a couple of entries to be published in the next few days. just in case.)
I surrendered to quizilla
You are the 1908 Metropolitan Map! One of the first full maps of the underground, you are a pioneer. You are a realist and geographically accurate, with places of interest. Sit down and have a cup of tea, love.
Which London Underground Map Are You?
brought to you by Quizilla
(rodcorp‘s fault)
mi faccio licenziare, o smetto di dormire? (ovvero: a che cosa serve internet)
per la mia bulimica avidità di inventari, archivi, liste, depositi e così via ho trovato un link che si potrebbe definire definitivo (se non stessimo parlando della rete). il sito dello studio grafico di chicago coudal partners ha forse il miglior museum of online museums che io abbia trovato finora. il moom raccoglie nella stessa pagina i link ai musei veri e quelli alle più assurde gallerie online, tutti insieme. certo avrei potuto fare a meno (anche volentieri) della galleria dei gufi di macramé.
mucchi di belle cose anche nella pagina degli archivi, il cui sottotitolo è: non riusciamo proprio a deciderci a buttare via niente. appunto. amo l’illusione che dà la rete di poter trovare un posto per ogni cosa. finché non va via la luce, almeno.
(link via the food section)