il nome della crema cacao della pasticceria barbero di cherasco. con certi sapori non c’è raffreddore che tenga, per fortuna. l’unica cosa è che la producono in vasetti vergognosamente piccoli.
cose
brivido in ufficio!
finalmente un’illustrazione degna per quella che una mia collega chiamava genialmente «la pinzatroce» (è la pinzatrice con i punti grossi).
già che ci sono incollo qui anche un’insensata (e presto interrotta) raccolta di materiale sulle macchine da scrivere giganti:
quelle delle fiere americane, in questo caso l’atlantic city typewriter della ditta underwood, 1916 (see big stuff for information)
c’era una macchina da scrivere gigante nei vecchi fumetti di batman, ma non ho trovato immagini.
il cancellino gigante di oldenburg
al cinema:
una coreografia del 37 di bobby connolly (forse ripresa da fellini)
bowie in absolute beginners
the typewriter of life in bombay talkie di ivory, citata anche da salman rushdie
(ma c’è chi dice che ne abbiamo una anche a roma)
come giorno della befana
oggi era un po’ caldo, secondo me. però ho ricevuto un piccolo bracciale di ambra del baltico.
in questa settimana
come al solito non ho fatto molto di quello che mi ripromettevo. in particolare mi mancano ancora una cinquantina di pagine del libro che mi trascino circa da maggio scorso (sì, è pazzesco) e che volevo finire entro il 2004, il ritorno dell’huligano di norman manea, così pieno di belle cose sull’esilio e sulla patria della lingua, così poco indulgente verso tutte le età dell’uomo, così punitivo nel farti capire che non sai nulla della romania.
bon, rimandato ancora a domani, perché oggi sono stata a vedere la neve.
poi nelle feste sono arrivate un po’ assurdamente altre rose (e solo una proviene da persona gentile al corrente di questo weblog).
gli inventari degli altri/2
arriva dal brasile nuovo packaging divertente nella collezione del bibliotecario (grazie d.)
current addiction
mali di stagione?
penuria di fazzoletti tempo nei supermercati.
evasioni regressivo-creative
assodato un interesse ormai abbastanza pronunciato (per quanto superficiale ed eterodosso) per la cucina, assisto perplessa al sorgere di improvvisi impulsi verso il cucito – ho tagliato dei jeans per farci una gonna, ma devo ancora finirla e son passati mesi – la maglia – almeno una sciarpa sarò in grado di farla, credo, ma ho tenuto il modello di un poncho – e ora persino il ricamo.
però l’uncinetto no, non l’ho mai potuto soffrire. invece mi attira morbosamente l’idea di riutilizzare dei maglioni vecchi per fare del feltro, già.
ho scoperto di averne uno anch’io
di guardiano della libreria. si capisce che cos’è?
gli scaffali degli altri in rete (2)
il fantasmino era solo l’inizio: i «guardiani della libreria» di io e palmasco.
