suoni in rete

ubuweb ha una sezione di «sound art» che raccoglie varie cose interessanti, dalle letture poetiche alla musica contemporanea (e l’ultimo nastro di krapp di beckett, interpretato da jack macgowan); nel sito c’è anche una serie di trasmissioni radiofoniche sulle possibilità di sperimentazione in radio. il che mi ha fatto venire una gran nostalgia di audiobox (e non ho trovato nulla da linkare su audiobox! è uno scandalo!)

roadrunner

un altro inconcludente viaggio sui sentierini dell’informazione. dunque, oggi cercando una recensione su un certo libro ho scoperto la rivista popmatters, il che mi ha portato a un recente articolo su jonathan richman, il che mi ha portato a ricordare con disappunto che quest’anno ha suonato a sesto calende ma io non l’ho visto… e non so perché.

principi di galles

50 anniversario della morte di dylan thomas ricordato ampiamente dai giornali (era il 9 novembre). nel pensare alle molteplici influenze del «poeta come popstar» – sic alias di sabato – per me l’accostamento immediato è con john cale, che oltre ad aver ripreso il titolo di un racconto di thomas per la canzone a child’s christmas in wales ha composto 4 canzoni sui versi di there was a saviour, on a wedding anniversary, lie still, sleep becalmed, do not go gentle into that good night. le registrazioni delle letture di d.t. non le ho mai sentite (benché in rete ce ne sia qualcuna§, tra i tantissimi siti su di lui), ma anche le suddette liriche interpretate da cale, insomma, non sono male… questo gallese qui ci fa il favore di essere vivo (in fondo che ci voleva a morire al chelsea hotel, ai tempi dei velvet avrebbe potuto farlo anche lui), ha appena pubblicato un album e suona nei paraggi prossimamente, quindi bisognerà riparlarne.

§ qui. chiara l’influenza della voce di dt su come jc canta rage, rage against the dying light (do not go gentle). (22.04.2004)

video, musica

l’incredulità è la reazione principale all’esistenza di mtv brand:new. lo scrivo qui, così se dovesse sparire da tutti i satelliti, saprei che è esistito un canale di videomusica guardabile, con una rotation che non ti stufa anche se smarrisci il telecomando per un po’, qualche opportuno pezzo vecchiotto e ben riconoscibile, concerti – insomma, l’equivalente di una buona radio. La radio rimane sempre meglio di qualsiasi tv (non solo per la musica), ma ogni tanto è carino anche vedere, che so, i mattoncini del lego dei white stripes o gli occhi vispi dei subsonica. insomma, non solo mtv brand:new è la cosa migliore di sky (i canali di cinema sono peggio di quelli di tele+, e, orrore, c’è la pubblicità – come mai non ci sono rivolte di popolo fra gli abbonati?), ma quasiquasi si torna a vedere i video musicali con il divertimento di quando, vent’anni fa, li proponeva a tarda notte un signore vestito di bianco.