my junk is like a friend

collezione o accumulazione? stuff o junk? bell’articolo del new york times. è di franz lidz che ha scritto un libro sui fratelli collyer, famosi a new york per essere morti, negli anni 40, imprigionati dalla «roba» accumulata in casa negli anni. nell’articolo parla anche di suo zio arthur: è lui che dice «la mia roba è come un amico». come disturbo, l’hoarding (qualcuno sa se c’è una parola italiana?) è collegato al poco spazio delle case di città all’enormità di carta che pervade la nostra vita. ma come subentra l’incapacità di buttare via? secondo lo zio arthur «forse mi è mancato qualcosa nell’infanzia, qualcosa di grosso. il fatto è che la roba trovata non la paghi. è gratis».

visto che:

il quaderno dei film visti è rimasto a pagina due (un lustro fa). il presunto quaderno dei viaggi giace negletto. gli appunti sulle cose lette sono annegati nelle agende degli anni scorsi. le note sui dischi da comprare svolazzano su foglietti introvabili… tecnologia inadeguata?
evidentemente. e guarda caso, ci si imbatte in movable type. In fondo i caratteri mobili erano un po’ una contraddizione per la stampa: i libri restano.
ma movable type è perfetto per i caratteri (e umori) mobili dei webloggers.