a come assenzio

absynthe, dame darcy
un’illustrazione di dame darcy.
sono arrivata lì perché sui blog americani si dice che la signora (nessuna parentela con il personaggio di orgoglio e pregiudizio, i suppose) stia lavorando a un’edizione a fumetti di jane eyre.darlingcollanawuthering heights
mmm, a proposito di cortocircuiti popvittoriani, a casa ho una bellissima copertina di cime tempestose (la metto qui stasera).

23.30, eccola: il libro devo averlo sottratto proditoriamente alle cugine, e mai più restituito.
vicino c’è l’elenco di collana.

ephemera

ramadicollectibles (as posters, broadsides, and tickets) not intended to have lasting value (merriam-webster online). sul webster che ho io a casa (vecchio, è il third) questo significato non c’era. quindi non è molto che gli americani hanno assegnato a questa parola il compito di indicare l’eterogeneo oggetto di collezionismo per il quale anch’io ho uno spiccato interesse (senza arrivare al collezionismo). comodo: c’è una cosa e non c’è una parola? facciamola o adattiamone una. che poi è greca, non è un grande sforzo: potevamo farlo noi, invece degli americani.§
siti (alcuni dal moom, segnalati anche da milton, altri da scribbling woman, una miniera di link):
the ephemera society of america.
il meraviglioso ephemera now (illustrazioni pubblicitarie, anni 50-60).
the imaginary world (idem, ma tutto per bambini).
la collezione della library of congress, con cui si va indietro nel tempo.

§ sono quasi sicura: non ho un oxford aggiornato, ma il cambridge advanced learner’s dictionary, online, si limita a «the type of objects which, when they were produced, were not intended to last a long time or were specially produced for one occasion».

ancora scialoja (un mistero)

dunque, è da ieri sera che (oltre a pasticciare con i fogli stile css, ma questa è un’altra storia) veleggio tra le poesie di scialoja, che sono una meraviglia, e oggi uscendo mi sono portata dietro il libro.
ecco, appunto, il libro. in libreria ho trovato il volume del 2002 di cui sotto, ma sfogliandolo non ho rintracciato date anteriori al 79. vorrà dire che le prime raccolte pubblicavano poesie più vecchie, ho pensato.
oggi guardo meglio su alice, e vedo che in commercio risulta una seconda edizione del libro, datata 2004 (stesso numero di pagine, stesso prezzo), ma che s’intitola: poesie 1979-1998. O bella, si diceva una volta.

intanto, visto che questa settimana si è parlato di felini:

adoro il profilo dei gatti
solo il ciottolo è più espressivo
questa volta se torno vivo
non voglio più scendere a patti.

toti scialoja

come pittore non era mai entrato a far parte dei miei «inventari». che invece sono costantemente punteggiati dai suoi versi geniali di quando la talpa vuol ballare il tango (mondadori 1997), da che il furbo px me lo regalò qualche anno fa. lì erano riuniti nonsense e poesie sugli animali, tra cui la mia preferita:

calma la talpa sotto il chiar di luna
palpa le sue patate ad una ad una.

(altre filastrocche su tecalibri, qui e qui, nonché su polyhymnion, qui).

sarebbe ora, direi, di metterci in casa anche il volume di garzanti che raccoglie le poesie 1961-1998 (scialoja è morto nel 98).
il libro è uscito nel 2002, ma solo ora me ne sono accorta, io.

psycho horror bathroom vision

psycho1 avevo apprezzato molto questo post domestico-visionario di palmasco, anche per due motivi strettamente personali: io le sue piastrelle op le trovo bellissime, e poi mi hanno ispirato a tentare di esorcizzare uno dei più malefici influssi subiti dalla mia mente ragazzina. come? mediante un sequel parodico/trash dell’elegantissimo post sopracitato. ieri sono stata a casa dei miei e le ho fotografate, le piastrelle del bagno. direi che si commentano da sole. posso aggiungere che non sono mai riuscita a trovarne due uguali, e che per ciascuno dei 3 particolari sotto riportati avevo un’interpretazione figurativa (volendo abbassare ulteriormente il livello del post, potrei specificare che il punto d’osservazione non era la vasca da bagno, che per fortuna non costringe a tanto, bensì la seduta del water). più sotto: un particolare ingrandito. quasi tutte le foto sono venute sfocate, a ulteriore riprova della natura psicotropa del luogo. datazione: 1968-70 (anche noi ce le trovammo in casa, arrivandovi nel ’73). tra gli inventari possibili, insomma, considero una fotogalleria di piastrelle psichedeliche ormai indispensabile.
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