il cinema in 3d

mi si è manifestato con coraline (pur essendo anziana non mi è capitato di partecipare alle precedenti fasi della moda degli occhialini, e questa mi pare più massiccia e organizzata. però avevo fatto l'obbligatoria visita all'imax di parigi). 

Coraline

la collega f., pur non avendo visto il film, sostiene che coraline mi somiglia (penso siano il labbro storto e il sopracciglio inarcato).
la collega c., pur non avendo visto il film, ha manifestato il suo giovanile entusiasmo per le possibilità espressive del mezzo, ma in un modo un alquanto vago, che mi ha spinto a riflettere su un ipotetico «specifico del 3d»:sulla semiotica sono un po' arrugginita e mi manca il tempo per opportune ricerche (chi ha idea di come si gira un film in 3d?) per cui non sono andata finora oltre un generico «più interpellazione dello spettatore».  che poi vuol anche dire più stupore, in senso abbastanza barocco.  devo dire che ho collaborato attivamente ridacchiando e stupendomi a volontà, ma sono cose che mi danno un'impressione di superficialità dell'esperienza, alla fine.

ovviamente però qui si sospende il giudizio fino all'uscita dell'alice di tim burton (marzo 2010 o giù di lì). poi parleremo anche del fatto che il mio interesse per le fiabe si fa direttamente proporzionale all'età (da piccola me ne sbattevo abbastanza).

abecedario promozionale di coraline.

50 coraline boxes.

3 coraline inspired outfits.

miniature knitting by althea crome (she made coraline's star sweater).

ps: il film mi è piaciuto ma è più bello il libro (più inquietante).

pps: divertente anche il sito, mi ha fatto ripensare ai cd-rom (qualcuno si ricorda?) come quello di laurie anderson, puppet motel. era un mezzo veramente limitato dal supporto; ora è chiaro che l'unica fruizione possibile per quell'interattività lì è la rete a banda larga.

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9 risposte a "il cinema in 3d"

  1. fuchsia luglio 9, 2009 / 11:16 am

    L’inspired outfit non è niente male (a parte il fatto che sono allergica al giallo), notevoli le extension blu royal, quasi quasi… 🙂
    Comunque mi ritrovo in quello che dici a proposito delle favole: anch’io da piccola le snobbavo (se si esclude una precoce e mai sopita passione per quelle di Wilde)e di recente invece sto riscoprendo tutto il fascino e il potenziale dell’immaginario fiabesco.

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  2. hanz luglio 14, 2009 / 7:30 pm

    stasera mi vedo il film, finalmente.
    io di gaiman leggerei anche la lista della spesa, ma a parte sandman che è inarrivabile, devo dire che come romanziere lo preferisco per i suoi libri per ragazzi (di ogni età, come si suol dire) piuttosto che per i suoi romanzoni. anche “i lupi nei muri” è fantastico, lo vedrei bene come film magari diretto da dave mckeane.

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  3. rose luglio 14, 2009 / 8:47 pm

    io leggo pure il twitter di gaiman (e pure quello di dave mckeane), per ora la cosa più vicina alla lista della spesa 🙂

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  4. hanz luglio 15, 2009 / 9:49 pm

    domanda secca: gaiman o alan moore?

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  5. rose luglio 16, 2009 / 10:12 am

    ARGH, non puoi farmi questo, è terribile… se costretta, altrettanto seccamente dico: alan moore. (argomento su richiesta)
    e forse anche neil gaiman risponderebbe alla tua domanda allo stesso modo:)

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  6. hanz luglio 16, 2009 / 9:31 pm

    Neil sempre più uguale alle foto da quarta di copertina dei suoi libri (persino con la stessa giacca), Alan sempre più mago ottocentesco: giacca di velluto, camicia coi volant, bombetta d’altri tempi. E i suoi anelli importabili e la sua barba un po’ più bianca. Che grandi!

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  7. hanz luglio 16, 2009 / 9:35 pm

    ps: alan moore anch’io (argomento su richiesta).
    pps: ho visto coraline, il film. molto bello, ma molto. come (quasi) sempre ancora meglio il libro, ma semplicemente perchè lascia più spazio all’immaginazione e ci permette di riempire gli spazi coi nostri mostri personali. sospendo il giudizio sul 3D.

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  8. rose luglio 16, 2009 / 10:43 pm

    appena meno bello di miyazaki o tim burton, ma vogliamo fargliene una colpa?
    quanto ad alan moore: una mente che sgomenta, la sua intransigenza… le stesse cose che lo rendono arduo mi estorcono una grande ammirazione.
    gaiman si è gestito in maniera opposta (è buono, non lesina collaborazioni, si concede al pubblico) eppure, in realtà, lo ammiro anche per questo. ma con alan moore ho un rapporto più dignitoso, non rischio la sindrome della groupie 🙂
    a parte gli scherzi, per quanto apprezzi il calore, la devastazione mi attira sempre di più!
    almeno in teoria. ho difficoltà a leggere watchmen, ho cominciato 2 volte ma mi sa che non è ancora arrivato il momento.

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